Riduzione dei prezzi della pasta
Roma, 7 novembre 2008 - "Esistono i presupposti e le condizioni per una riduzione del prezzo della pasta, già peraltro avviata da diversi pastifici". La conferma arriva dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, Lirosi, a conclusione degli incontri avuti con le principali industrie del settore nel quadro dell'azione di controllo e contenimento del caro vita, disposta dal ministro dello Sviluppo economico, Scajola. "Alcuni tra i più noti marchi e diversi produttori locali hanno gia' avviato la riduzione dei prezzi, a riprova che si sta già andando in questa direzione".
I produttori hanno confermato l'entita' e la dinamica delle variazioni dei prezzi, comunicando di aver operato, nel corso degli ultimi 12 mesi, aumenti dei listini anche per consentire di "spalmare" su un arco temporale piu' ampio l'impatto del rialzo del costo delle materie prime, intervenuto tra estate 2007 e primavera 2008. I produttori, hanno anche sottolineato gli ulteriori fattori che influenzano le singole strategie commerciali, non ultima la difficolta' connessa all'attuale fase di negoziazione per il rinnovo dei contratti con la grande distribuzione, dal cui esito dipendera' il prezzo della pasta nel 2009. Peraltro, rileva giustamente l'industria, si e' dalle varie fonti mediatiche e dai giornali ignorata la situazione di evidente difficolta' in cui opera l'industria pastaria, che si trova a combattere da una lato con il notevole calo dei consumi, e dall'altro, con i continui e costanti aumenti del costo dell'energia elettrica, del gas, dei materiali d'imballo (cellophane, cartoni, ecc.), della manodopera specializzata e di tanti altri costi burocratici ed amministrativi.
Ci si augura d'altro canto, insieme ad una distensione dei prezzi, senz'altro auspicabile, in prossimita' del periodo natalizio, anche che non vi sia una eccessiva ed ulteriore svalutazione delle quotazioni del grano duro, che sta purtroppo già determinando un evidente sconforto tra i produttori agricoli, che si dichiarano per lo piu' decisi in questi mesi a non seminare di nuovo grano duro, prediligendo piuttosto forme di cultivar alternative.























